Stravaganze

Un paio di stranezze sui giornali d’oggi. In gran risalto la notizia dei Tornado italiani che tempestano con una salva di missili le postazioni di Gheddafi in Libia — mentre sempre più forti si alzano nel Parlamento le voci provenienti dai vari schieramenti contro i bombardamenti. Come se tempestare di missili fosse meno che bombardare — inteso come secondo step dell’azione militare. Curiosa anche la pagina di Repubblica nella quale un grande articolo sulla mancanza di donatori di seme nella Svizzera italiana circonda una nota dedicata alle nuove forme di peccato elencate da Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria apostolica. Tra i nuovi peccati spiccano la fecondazione in vitro (ma già di sapeva), l’inquinamento ambientale e la frode finanziaria. Tutti momenti degni di riflessione, come certi dettagli di vita vissuta. Riflessioni positive sul piccolo supermercato brianzolo in cui ci forniamo durante i fine settimane hanno introdotto taniche di detersivi dai quali si può attingere per riempire le proprie bottiglie vuote risparmiando su contenitori di plastica. Ma c’è pure una riflessione tra rabbia e stupore: entrando stamani alla Rizzoli di Milano per acquistare d’urgenza una copia del mio “Perché io no?” che avrei dovuto portarmi dietro come segno di riconoscimento (e che invece ho miseramente dimenticato), ho scoperto che la seconda tiratura del libro non è più in bella mostra sul tavolo delle novità (rigorosamente nel sotterraneo) ma in uno scaffale. E che per giunta c’è un prezzo “aggiornato” di copertina (ora 18 mentre fino a pochi giorni fa era 17). Forse chi aggiorna il prezzo è la stessa persona che ha deciso di nascondere il libro negli scaffali (capisco che qualche volume deve pure essere tolto di tanto in tanto, ma per misteriosi motivi restano sul tavolo libri più vecchi e il mio scompare). Come mai? Ecco la domanda da un milione di forme di grana per il detective Geronimo Stilton. Mi viene il sospetto che c’entri un poco il rimando alla pma come nuovo peccato (non abbastanza nuovo perché nel mio libro non se ne parli anche in “quel” modo). Spero tanto di sbagliarmi.

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