Rivoluzioni che contano

Riprendo in mano “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. Mi colpisce la frase di Rosa Luxemburg: “il primo gesto rivoluzionario è chiamare le cose con il loro vero nome”. La portata delle parole, infatti. Come la mettiamo allora con “figli della provetta”; “fecondazione artificiale”; “utero in affitto” etc etc??? È la rivoluzione alla rovescia, quella che maschera, stravolge, confonde la realtà sotto una pioggia di tereotipi e pregiudizi. Ed è, sciaguratamente, molto praticata. Riunire le definizioni di questa sorta potrebbe illuminare gli spigoli della mentalità corrente —spiegare i retroscena del tabù, motivare una certa presa di coscienza. Potrebbe essere una ricerca interessante: ne parlerò, e chiederò consiglio, alle amiche di “Perché io no?”.

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