Riflessioni (e Risate) di buon mattino

Inizio la giornata chiudendo la preparazione di una (per me sperimentale) marmellata di pomodori verdi… e mentre apprezzo i profumi del mio pentolone (momento clou di tanti romanzi best seller) mi concedo alcune riflessioni.
Il Nobel ad Alice Munro, per cominciare.Una donna, canadese, narratrice di racconti che narrano la condizione femminile. Una svolta, forse, nella generale percezione che diffida di storie brevi prive di un adeguato contenuto erotico o gastro-erotico – almeno per il momento – in vista di altre specifiche significative. Proposito: rileggere i libri della Munroe in vista del laboratorio sui racconti che terrò il 23 novembre, qui a Milano, durante Bookcity, nella Biblioteca di porta Venezia.
Potrebbe essere una buona preparazione in vista del laboratorio sulle tecniche del racconto che terrò il 23 novembre, qui a Milano, in tempo di Bookcity, nella Biblioteca di porta Venezia. Sono curiosa di vedere quanti lettori/scrittori parteciperanno e con quali tipi di racconto.
Mi piace l’idea di entrare in più stretto contatto (spero) con gli attivissimi gruppi di lettura della biblioteca. Una realtà che funziona … nel quadro non proprio incoraggiante della nostra industria editoriale. Tocchiamo ferro.
Proposito: riprendere in mano il Bestiario di Cortazar, soprattutto i brevi e preziosi saggi conclusivi in cui questo grande scrittore vede nel racconto breve, parente stretto della poesia, una sorta di chiocciola del linguaggio. È la raccomandazione che ho ricevuto dalla mia amica bibliotecaria Luciana De Georgio e la passo volentieri a chi avesse la pazienza di leggermi, e si divertirà un mondo a leggere il funambolico Cortazar.
Infine: ho ancora nella testa le musiche e le battute di RISATE SOTTO LE BOMBE. Abbiamo visto e apprezzato la prova generale della commedia musicale di Giorgio Umberto Bozzo e Gianni Fantoni, con la direzione musicale di Christian Schmitz. Il maestro è mio figlio e Giorgio fa parte della famiglia – mi sembra doveroso dirlo – ma sento di essere assolutamente obiettiva quando dico che si tratta di una storia eccellente, dalla quale si esce, dopo oltre due ore di musica, trovate e colpi di scena, con la voglia di ridere e cantare. (Scusate se è poco). Il cast è meraviglioso. Bravissimo Gianni Fantoni, vagamente diabolico nel ruolo dell’impresario fanfarone che ai primi del settembre 1943 mette in piedi una compagnia d’arte varia per lasciare Milano, tempestata dai bombardamenti. Magica Francesca Nerozzi, una perfetta soubrette che il testo vuole ambiziosa e di poco talento, e può tranquillamente inghiottire le battute meno lusinghiere perché non sono certo bravura e bellezza a mancarle. Splendide le Sorelle Marinetti, premiata ditta che si mette in gioco sempre di più nella recitazione e resta una sicurezza in scena. Bravissimo Paolo Cauteruccio, nel ruolo dell’ambiguo e sorprendente attore brillante. E travolgente Gabrio Gentilini, cui basta un ruolo fisicamente piccolo per dimostrare convincenti qualità di attore, cantante e ballerino. Proposito: buona fortuna cara gente, con una tournée lunga e di successo. Il vostro cammino inizia in una congiuntura storica non facile. Ma è nei momenti difficili che i coraggiosi danno il meglio di sé.

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