Creatività senza limiti?

Riassumo: ascoltavo l’altra sera il commento malinconico di un amico sulla scomparsa della creatività con l’avanzare della vecchiaia. Ovviamente il tema mi riguarda da vicino, non da ultimo perché uno dei motivi per i quali un grande editore ha respinto il mio nuovo libro è che esita a investire su di me considerando la mia età avanzata… Sottinteso: e se crepo? e se mi viene l’arteriosclerosi? E se più semplicemente mi ammoscio e non frutto abbastanza per giustificare i soldi spesi per me? Scuse scuse scuse – tutto sommato abbastanza sgradevoli per fare infuriare più d’uno e neanche del tutto ingiustificate. Tra i vecchi giganti penso a Camilleri e a Verdi. Tra i giovani inariditi mi viene in mente Salinger con “Il giovane Holden”. Un giovane può, Dio non voglia, morire o ritirarsi nel suo guscio — mentre un vecchio può correre fino all’ultimo giorno. Avete presente l’ultracentenario Gillo Dorfles…
Tutto questo lo so, e ne tengo conto. Eppure sono giorni che mi arrovello, scorrendo dati scientifici e ipotesi più o meno fantasiose sulla fonte delle idee e il loro strano rapporto con il tempo che passa. I bambini, certo, si scatenano. Sono capaci di costruire splendidi castelli partendo da un guscio di noce. Con la maturità si individua più facilmente la via mediana tra ragione e sentimento, a tratti ci si scopre perfino più saggi. Di contro, a quanto mi risulta, non è assolutamente provato che il tempo spenga la capacità di creare e la voglia di farlo (anche questo è un punto) e l’energia di portare a termine un progetto. Del resto, come si fa a credere che un ventenne possa proseguire i suoi giochi all’infinito, che da una idea buona finirà per trarne altre cento senza perdere un colpo? L’esperienza accumulata non diventa a sua volta una preziosa fonte di creatività? Sono tutte supposizioni, d’accordo, ma questa particolare teoria mi piace un sacco e mi consola pensare che in un campo privo di garanzie (come quello della performance creativa di tutte le specie possibili), non c’è modo di fare previsioni concrete sulla performance futura. Per quanto mi concerne resto convinta – certo mi fa comodo – che la vecchiaia abbia risorse solo in parte conosciute che meritano comunque di essere approfondite.

4 Comments

  1. Paola

    Io credo (e questo già basterebbe) che la creatività richiami altra creatività. Che vivere, lavorare, respirare arte sia l’unico modo per produrla.
    Certo l’esperienza aiuta, la prospettiva di un futuro lunghissimo anche…ma alla fine il meccanismo s’innesta se correttamente alimentato.
    Sono i distributori di creatività che mancano e quando si trovano ecco che, quelli che fanno parte del meccanismo, che dovrebbero fare pubblicità, occultano la fonte.
    Il problema, e l’età non lo è, sta solo nel fatto che la fantasia può essere pericolosa e soprattutto contagiosa.

  2. Cristina

    Hai ragione… Come tu ben sai, mi sono buttata in un’impresa pensata, creata da me quasi d’impulso, forse lungamente covata nei miei meandri cerebrali… in questa avventura ho trascinato con me altre due creature e, spesso mi sono domandata: ce la farò? riuscirò a portarla a termine? Avrò la forza, le idee, la forza delle idee anche, la creatività sufficiente per andare avanti? Penso che non sia un problema di età, di tempo che passa, di colpi che si possono perdere… no no no… passione, energia interiore, fiducia e determinazione sono il motore e ce li hai o non ce li hai sia a vent’anni che a cento… naturalmente alla base ci deve essere l’idea, ma credo che questa dipenda dall’intelligenza, dall’intuizione, dall’immaginazione ecc ecc e lì l’età possiamo anche tralasciarla, perché non conta. Viviamo in un mondo dove bisogna avere per sempre dai venti ai quarant’anni, altrimenti sei fuori dai giochi…

    • Nicoletta Sipos

      Sono ovviamente d’accordo e vorrei fare un passo in avanti con qualche nota a margine. Non c’è molta considerazione – o empatia – per chi ha superato da qualche anno i cinquanta, i sessanta e pure i settanta. Pare quasi che operando, sognando, portando avanti un discorso culturale quando si è all’età della pensione, si tolga lavoro ai più giovani — in un momento in cui il lavoro scarseggia per davvero. Giudizio o pregiudizio? Bisogna bene decidere il posto degli anziani nella nostra società visto che la scienza ci allunga la vita, ma l’economia ci mette fuori gioco. Prima o poi – voglio essere ottimista – impareremo a usare le risorse dei più maturi in modo sensato…

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