Così va il mondo

Cercavo, per la mia rubrica settimanale, un libro che troppi anni fa ho molto amato: “Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. In casa non l’ho trovato. Non so più dove l’ho perso o a chi l’ho prestato (regalato). Mi sarei accontentata, per il momento, anche della sola copertina.
Mission impossible. Niente da fare nelle librerie più vicine a casa. Perplessità perfino all’ufficio stampa della casa editrice («un libro un po’ più nuovo no?»). Come se questo fosse uno dei tanti, e non un capolavoro che (a suo tempo almeno) si diceva destinato a lasciare il segno.
E io che pensavo che, data la fama, l’apprezzamento universale, la modernità del linguaggio e della filosofia, “Le memorie” fosse giocoforza un must social-culturale. Ma che ci vuole, al giorno d’oggi, per durare sugli scaffali? E d’altro canto, il destino di questo libro straordinario come lascia i tanti best sellers che oggi ci vengono propinati come fenomeni culturali, miracoli editoriali e letture imperdibili?

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