La guerra dei bot

All’improvviso me ne sono trovati 690.000. Magari fossero i vecchi, cari bot che mi faceva compere mio padre sostenendo che erano il modo migliore per proteggere i nostri risparmi. Qui si tratta invece di robot che mandano raffiche di spam in automatico. Senza malizia, senza minimamente pensare a punirti o boicottarti. Solo perché esistono. È il loro lavoro. Sto eliminando i detriti indesiderati con l’aiuto del mio co-amministratore Giorgio che per primo ha dato l’allarme. È successo e per fortuna si può rimediare (poi si dirà anche dell’inutilità di tenere un blog, ma io gli altri social non li maneggio e dunque tengo questo sfogo di vita). Tengo però a dire che  l’indispensabile operazione di pulizia, cancellando l’ingresso a 16.000 macchine, ha anche cancellato l’accesso ai volonterosi umani che di tanto in tanto ci hanno visitato. Vi prego di non lasciarvi scoraggiare. Riapriremo il blog a teste pensanti, chiudendo alle macchine (speriamo per sempre). E spero pure che il mio prode co-amministratore riesca a rimettere nel logo la catasta di libri che mi accompagna a anni e alla quale sono davvero affezionata.

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