Pregasi diffidare

C’è un tale, dotato di furgoncino bianco, che si apposta lungo le strade della Brianza, vicino all’ingresso di un supermercato o una rotonda. Ti prega di fermare la tua auto, ti saluta con allegra complicità – ciao, ti ricordi di me? quanto tempo che non ci vediamo, che bello incontrarti qui. Parla sicuro, affettuoso. Ti stordisce di chiacchiere, e intanto comincia a caricare nella tua auto cassette o borse di frutta e verdura varia.Tu guardi stranito, un po’ ti senti in colpa perché davvero non ricordi dove vi siete visti. E alla fine, con un sorriso soddisfatto, lui ti chiede un contributo, anche piccolo, per la figlia neonata o perché deve pagare un creditore o per chissà che altro. Un mio amico gli ha ingenuamente dato un biglietto da 100 euro (errore fatale di un’anima candida) e ha ricevuto un resto in biglietti da 20 rigorosamente falsi. Un altro amico, più astuto, se l’è cavata con un obolo da 20 perché fortunatamente non aveva altro in tasca.
Vi è mai capitato qualcosa del genere? Fatecelo sapere, per favore.
Intanto — Diffidate gente, diffidate. Il tipo in questione tira la giornata con questo trucco e resta, probabilmente, impunito. Anche se guadagna in nero e dunque evade le tasse fornendo merce in buona misura avariata, possibilmente scarti reperiti al mercato ortofrutticolo…. Un esempio di italico imbroglio… Se un tale vi ferma così, schiacciate l’acceleratore. Vi conviene!

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