Wilbur Smith

Ho ritrovato a Milano il vecchio leone Wilbur Smith, in forma smagliante, e la moglie kirghisa Niso, più giovane di 36 anni. Una storia d’amore accolta con sospetto, che però resiste felicemente e con soddisfazione di entrambi i partner. Smith, autore del recente bestseller La legge del deserto (numero 33 della sua lunga produzione edita da Longanesi per l’Italia) propone un romanzo di grande suspense nel quale l’amore gioca un ruolo forte. Niso, elegantissima e discreta, ci tiene compagnia per un pezzo dell’intervista. Wilbur ride: «Mia moglie conosce a memoria tutti i miei libri, anche quelli che ho scritto prima del suo arrivo. Lei si schermische: «Mi piacciono tanto». Ricordo che si sono incontrati casualmente in una libreria. Lei stava comprando un libro di Ken Follett, lui l’ha pilotata verso un romanzo suo. Poi si è presentato come autore del libro e per ripagarla dell’acquisto l’ha invitata a cena. Voleva offrire lei (a quel tempo ingegnere minerario) perché non sapeva di avere davanti un bestsellerista internazionale e nel suo paese gli scrittori sono poveri per definizione. Hanno in serbo un paio di storielle del genere, come il fatto che Niso provvede a tutto in casa, lasciando a Wilbur solo il peso della scrittura. «Mia madre mi aveva ammonito di non lasciarmi coccolare troppo», ride lui, «ma Niso è bravissima e mi fa sentire un eterno ragazzo». Niso guarda e approva energicamente. Le chiedo: «Non avresti voglia di scrivere qualcosa di tuo?». Risponde con una smorfia inorridita. «Odio i pettegolezzi». Preciso che non dovrebbe scrivere di sé e del marito, ma qualcosa di suo. Come si rende felice un uomo? Le fatiche di un ingegnere convertito ai lavori domestici? Le favole del suo paese? Niso dice, debolmente, che non se la sente ma capisco che l’idea potrebbe tentarla. Interviene Wilbur: «Due scrittori in famiglia sarebbero troppi. Uno scrittore, di suo, è talmenteì noioso!»
Non male come autocritica. In realtà il leone difende con determinazione il suo territorio e la gazzella non si ribella. Che devo dire? Purché siate felici, ragazzi…

Condividi:

3 Comments

Lascia un commento