Altri inizi, per continuare

Riprendo la collezione di prime righe a mio giudizio personale (e dunque forse fallace) suggestive, incisive coinvolgenti invitando i miei 25 lettori a lasciare il loro contributo.
Eccoci dunque: “Fu un’estate bizzarra e afosa quella in cui morirono sulla sedia elettrica i Rosenberg.
Che cosa mai facessi allora, a New York, non lo sapevo davvero: divento proprio una stupida quando si esegue una condanna…”
Da “La campana di vetro” di Silvis Plath – la poetessa che riflettendo sulla condizione femminile anticipò l’ondata del femminismo storico. Si tratta di un romanzo autobiografico esteso però a tutta una generazione di donne, e apparve un mese prima del suicidio dell’autrice. Non per rattristarci in una giornata di meraviglioso sole, ma per ricordare. Com’è giusto.

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2 risposte a Altri inizi, per continuare

  1. Nicoletta Sipos scrive:

    L’amico Daniele Ferrari da Bologna propone, usando facebook, il seguente inizio che copio amorevolmente qui sotto:

    Per molto tempo mi son coricato presto la sera. A volte, non appena spenta la candela, mi si chiudevano gli occhi così subito che neppure potevo dire a me stesso: «M’addormento». E, una mezz’ora dopo, il pensiero che dovevo ormai cercar sonno mi ridestava; volevo posare il libro, sembrandomi averlo ancora fra le mani, e soffiare sul lume; dormendo avevo seguitato le mi riflessioni su quel che avevo appena letto, ma queste riflessioni avevano preso una forma un po’ speciale…
    “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust (per la precisione “La strada di Swann” -
    Grazie Daniele!

  2. Nicoletta Sipos scrive:

    Eccone un altro!!!!!

    Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andati a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno – fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta di ironia….

    “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson (Marsilio)

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