Nuovi dubbi per la nostra casalinga

L’intervista al ministro Lavrov trasmessa da Rete 4 ha dato scandalo. Più che una intervista, si è detto, è stato un comizio per la mancanza di contraddittorio da parte dell’intervistatore, il giornalista Giuseppe Brindisi. Rete 4 ha provveduto al salvataggio come poteva. Volonterosi politici e colleghi hanno giustificato l’acquiescenza dell’intervistatore …

Vergogna

Tra le emozioni della casalinga di Voghera c’è – in questi giorni – un profondo senso di vergogna. La nostra ha infatti scoperto che molti degli ucraini venuti in Italia per sfuggire alle bombe del loro paese vogliono tornare a casa. Motivo: gli aiuti stanziati dal parlamento a favore dei …

Le previsioni del signor Stoltenberg

Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, prevede che la guerra in Ucraina durerà a lungo. Ancora molti mesi. O probabilmente anni. Una previsione straziante, se si considera la distruzione che ne verrà insieme a stragi,  vendette trasversali, odi a mai finire. E “il martirio dei civili”.  Ma a cosa serve  …

Provocazioni

Il professor Alessandro Orsini, di nuovo lui, torna a turbare l’Italia pronunciando in un intervento a Cartabianca la fatidica frase “Preferirei vedere i bambini crescere in una dittatura che morire per le bombe sganciate in nome della democrazia. Anche nelle dittature un bambino può essere felice”. Il discorso ha una …

L’aria che tira

Arriva un vento freddo dall’est. Non solo per la guerra, e sarebbe già tanto, per le atrocità di Bucha, per le nubi che si addensano sul futuro di tutti. La vittoria elettorale di Orban in Ungheria aggiunge quesiti importanti all’enigma russo. Attizzano i miei timori gli entusiasmi di Salvini, Meloni …

Cose che contano

Non ci avevo pensato, quando stavamo bene. Ora che mio marito è in ospedale, speriamo non per molto ma intano da martedì sera lui è lì e io qui … beh adesso tocchiamo con mano l’impatto del Covid che aggiunge separazione forzata alla separazione dovuto alla malattia. Ho sempre compianto …

Paradossi

Mentre seguiamo con ansia i drammatici sviluppi della guerra in Ucraina e le sue conseguenze in potenza ancora più tragiche, per impreviste coincidenze ho avuto alcuni incontri in diverse biblioteche sulla scrittrice cult francese Colette. Fin qui nulla di strano. Dopo tutto a Colette ho dedicata per la collana Femminile …

L’ultima avventura per il re

Wilbur Smith è morto in Sud Africa, il paese natale che amava e dove si rifugiava per diversi mesi all’anno.  Se n’è andato a 88 anni, silenziosamente, dopo una mattinata di lettura e scrittura accanto alla moglie Mokhiniso, che si dice addolorata e in qualche modo sorpresa. Intanto i giornali ricordano  la sua vita avventurosa e l’amore per moglie, la quarta,  Niso per l’appunto, un ingegnere minerario incontrato un quarto di secolo fa a Londra, in una libreria di Londra. Lei stava meditato l’acquisto di un libro di Cussler, lui l’ha dissuasa promuovendo un libro dei suoi. Da lì l’invito a cena in un ristorante. Lei, ignorando chi lui fosse, voleva pagare il conto perché – mi ha spiegato – nel mio paese gli scrittori fanno la fame e io non volevo pesare su di lui. Un piccolo preludio  buffo per un matrimonio che lui non ha smesso mai di decantare, dicendo che Niso aveva messo ordine nella sua vita, portafogli in dote una gioia infinita. Da vent’anni ormai ha dedicato a lei tutti i suoi libri, sostenendo che a lei doveva la sua fortuna. Notevole, considerando  i 140 milioni di libri venduti – per un terzo in Italia – prima per i tipi di Longanesi e poi di HarperCollins.

Per quasi vent’anni ci siamo visti all’uscita di ogni nuovo libro a Milano, ma poi anche a Londra, dove sono andata a intervistarlo per il settimanale “Chi”. Non oso dire che fossimo amici, anche se c’era della cordialità tra noi,  chissà quanto dovuta alla naturale relazione tra scrittore e giornalista che va comunque tenuto da conto. Ho comunque un bel ricordo dei nostri incontri e della penna che mi ha generosamente regalato (era un omaggio del suo albergo di superlusso). E sono rimasta incantata dalla sua villetta londinese carica di ricordi. I trofei di caccia, i cappelli che lui collezionava, i ninnoli di lei, le fotografie sparse un po’ dovunque, la quiete della strada sorvegliata per felice casualità, diceva sorridendo lui, da una stazione di polizia. Alto, un po’ stile John Wayne, cortese, felice di esibire i propri successi, prodigo di consigli. Orgoglioso quando spingeva la moglie a posare con l’ultima pelliccia o un nuovo gioiello. Arguto quando svelava che uno scrive bene solo di cose che conosce a fondo. Fiero quando ricordava la Fondazione Wilbur e Niso Smith creata nel 2015 per aiutare i giovani scrittori d’avventura, un genere letterario in come, soffocato da gialli e noir. Dinamico quando, riferendosi alle tante storie che aveva ancora da raccontare, e alle modeste forze a sua disposizione, giustificava l’introduzione di giovani autori nella preparazione dei nuovi romanzi. Mai in segreto però, sempre con i nomi dei collaboratori in copertina, ovviamente in caratteri più piccoli e sotto il suo. Ai collaboratori toccavano la fatica della prima stesura e le ricerche, a lui il ripasso con le puntualizzazioni del caso per trasformare un romanzo qualsiasi in un Wilbur Smith doc. Ma anche – e soprattutto – paziente quando si trattava di spiegarsi al giornalista o di posare per il fotografo. A Londra io sono andata una prima volta con Pigi Cipelli e poi con Stefanek Massé.

E ora, chi saprà raccontare le sue storiecon quel ritmo e quella complicità con i lettori?

Giù la maschera, mascherine

Cammino con un’amica nella città sofferente tra negozi con le serrande abbassate e poche felici eccezioni, e d’un trattola mia partner di marci mi comunica che indosso uno dei venti tipi di mascherine (questa è marcata 2163) il cui potere filtrante è in forte discussione. Potrebbe essere il 10% del dichiarato …