Letture

Ho molto amato il primo thriller La sostanza del male di Luca D’Andrea, acquistato da una quarantina di paesi prima ancora della pubblicazione in Italia. Ora inizio con curiosità il secondo lavoro, Lissy (pubblicato da Einaudi come il primo). Pubblicare dopo un successo travolgente non è cosa facile, questo lo dicono tutti. Ma se vuoi continuare una carriera iniziata con tuoni e fulmini, devi assumerti il rischio di critiche ingenerose. Se poi il secondo libro dovesse andare sotto ce ne sarà un terzo a risollevare le sorti di scrittore e casa editrice. O no? Con un mercato editoriale asfittico ben oltre i limiti del consueto tutto può succede. Ma andiamo per ordine. Cominciando dall’inizio:
1.
-Dolce Lissy, piccola Lissy. (a tutta pagina)

2. (pag. 4)
Due colpi leggeri e quelle parole: Mordi, mordi, rosicchia, la mia casetta chi rosicchia?
Marlene, ventidue anni, un metro e sessanta o poco più, occhi blu malinconia, un neo alla fine del sorriso, indubbiamente bella e indubbiamente spaventata, si guardò riflessa nell’acciaio della cassaforte e si diede della stupida.

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