I miei libri

«Dieci anni dopo “Cuori di Pietra”, ventitré donne, scrittrici, giornaliste, esseri umani di varia foggia e sfumatura emotiva contingente, si ritrovano con un obiettivo, comune e chiaro: scrivere. E un altro obiettivo più nebuloso, velleitario, eppure bellissimo. Anzi due: impreziosire la vita di chi legge, magari sorseggiando un drink nel tinello della propria comoda casa, e migliorare quella di chi il tinello non ce l’ha, ma soprattutto non ha un piffero da bere perché dalle sue parti l’acqua è un’ipotesi avventurosa. E tutto ciò soli centocinquant’anni dopo che il dottor Semmelweis, il primo medico che un giorno disse ai suoi colleghi “stimatissimi, sarà il caso che uscendo dalla sala autopsie e dirigendoci in sala parto ci laviamo le mani?”, venne obbligato a lasciare la sua città, rinchiuso in un manicomio ed escluso a vita dalla comunità scientifica, a suggello del fatto che esistono congiunture astrali per cui tra essere riconosciuto come un genio ed essere stigmatizzato come idiota il passo è davvero troppo breve e amaro. Questo libro si muove su quel crinale, affascinante e pericoloso, sfidando rassegnazione e cinismo con un rapido ed elegante battito di ciglia. Racconta storie il cui epilogo non è stato sventurato come quello del medico viennese di cui sopra, si sbatte alla ricerca di leggerezza, tallona un anelito di speranza come il viaggiatore ramingo insegue un caffè decente in autostrada. In un momento in cui l’ottimismo non è più il profumo della vita, in una stagione in cui questo mirabile concetto viene vissuto come il contrario non del pessimismo, ma del realismo, è sempre giusto e prezioso celebrare quell’istinto mai sopito che suggerisce di vedere finalmente il bicchiere mezzo pieno, badando anche a quale sia la sostanza al suo interno, dettaglio questo di discriminante importanza.» (Dalla Prefazione di Geppi Cucciari)

Una storia in cui la speranza vince sull’odio. Una storia in cui l’amore vince sui pregiudizi. Una storia in cui una promessa vince sul destino. La storia vera di un uomo e di una donna capaci di lottare anche quando tutto sembra perduto. Fino all’ultimo respiro. Anche se fa paura. Perché se si è in due nulla è impossibile. 

«Nicoletta Sipos ha la capacità di raccontare storie ponderose con mano lieve.» – Westdeutsche Zeitung

«Gli scritti di Nicoletta Sipos si distinguono per una partecipe quando rigorosa attenzione ai fatti di costume, cultura, politica.» – Gente

Si dice che l’amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l’unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l’orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio.

In queste pagine troverete le storie vere di un gruppo di donne che hanno dovuto lottare per avere un figlio. Molte ci sono riuscite e lo raccontano con gratitudine. Alcune hanno dovuto arrendersi e, pensando ai milioni di donne che diventano madri senza problemi, a volte anche senza volerlo e magari perfino contro la loro volontà, si chiedono ancora: perché io no? Eppure parlano delle loro esperienze con leggerezza, addirittura con ironia. Dopo la prova del fuoco si sono ritrovate con una forza interiore che non sospettavano di possedere. Per tutte vale la frase di una di loro: “Cercavamo un figlio, abbiamo trovato un mondo”. Ed è sembrato un passo naturale, quindi, quello di condividere la propria vicenda personale con la speranza che altre donne, soprattutto le più giovani e inesperte (l’infertilità è in aumento anche prima dei trent’anni), potessero imparare dai loro errori ed evitarli. Nicoletta Sipos, giornalista sensibile e da sempre attenta alle tematiche femminili, ha raccolto queste storie di amore, desiderio e coraggio. Ma ha fatto molto di più, offrendo a tutte le lettrici una guida preziosa e insostituibile (proprio perché nasce da esperienze reali e concrete, comuni a una vasta comunità silenziosa), piena di informazioni utili e consigli pratici, provenienti dai più quotati specialisti, per orientarsi nella sempre più difficile ricerca della maternità.

Questa è una storia vera, anche se nomi e circostanze sono stati cambiati per proteggere l’identità delle persone coinvolte. A raccontarla alla scrittrice e giornalista Nicoletta Sipos è stata la protagonista stessa, che chiameremo Alice, una signora italiana della buona borghesia, che per anni ha subìto dal marito, un professionista di fama, violenze e soprusi fisici e psicologici. Un calvario che lei ha affrontato in silenzio, senza mai ribellarsi, appellandosi ogni volta all’amore che provava per lui e per i loro tre figli. Una vicenda emblematica e al tempo stesso paradossale: perché gli abusi, del tutto gratuiti, immotivati, non sono nati in un contesto sociale degradato, ma in un ambiente ricco, colto, evoluto. Tanto più sconvolgente appare perciò ascoltare la voce dolente della donna che rievoca i tremendi momenti passati in balìa dell’affascinante, irreprensibile consorte che tutte le amiche le hanno sempre invidiato. E del quale, a lungo, lei stessa è stata perdutamente presa. Finché un giorno qualcosa è scattato, come se il malefico incantesimo che l’aveva paralizzata si fosse spezzato: Alice non è più disposta a subire, si ribella, cerca una via d’uscita, pur consapevole dei rischi che corre e di quanto sarà difficile risalire la china, dire la verità ai ragazzi, pensare a un futuro senza quell’uomo che con una mano le dava il necessario, e anche il superfluo, e con l’altra la schiacciava a terra. Ma ricominciare si può, si deve, per ritrovare la dignità perduta. Questo è un libro che parla per tutte le donne che ancora non hanno parlato, per tutte quelle che vorrebbero farlo ma non hanno il coraggio. Forse, leggendolo, si sentiranno più forti.