A colloquio con …. Jostein Gaarder

Se la prende con il prezzo della benzina, non abbastanza alto per scoraggiare i consumi, e con i viaggi in aereo che bruciano troppo carburante. Denuncia le trivellazioni illegali, la pescadi frodo, la distruzione delle foreste pluviali, la desertificazione e tutto ciò che danneggia l’ambiente. Jostein Gaarder, celebre autore del filosofico Il mondo di Sofia, è arrivato all’ecologico Il mondo di Anna (Loganesi) e lo difende con passione. «È un libro utile, per non dire indispensabile», assicura.«Ci ricorda che siamo molto vicini alla catastrofe ecologica, ma allo stesso tempo spiega che non è troppo tardi per rimediare».
D. La forma romanzo che ha scelto può sconcertare …
R. «Ho mischiato la lingua del cuore a quella della ragione per affrontare un tema essenziale al futuro dell’umanità. Ma, soprattutto, ho unito il mio lavoro di insegnante di filosofia quello del romanziere con l’idea che dobbiamo affrontare i grandi temi della scienza con emozione».
D. La letteratura sale in cattedra?
R. «E fa bene: tocca alla letteratura celebrare la coscienza umana e difendere noi tutti dal rischio di estinzione. Ma se può esserle di conforto, questo è l’ultimo romanzo didattiche che scrivo. D’ora in poi cambio registro. Ma tenevo troppo a pubblicare questa storia per chiamare a raccolta le persone di buona volontà».
D. Peccato che i politici stentino a capire i pericoli cui stiamo esponendo il pianeta…
R. «Siamo noi a eleggerli, tocca a noi pungolarli. Il problema è semmai che molta gente chiude gli occhi davanti ai pericoli. In realtà ognuno di noi può dare un contributo. Consumare di meno, sprecare di meno, disporre correttamente i rifiuti. In altre parole, cambiare mentalità».
D. Non sarà facile…
R. «Ma neanche impossibile. Gli Stati Uniti non hanno forse rinunciato alla schiavitù che ritenevano indispensabile per la loro economia? L’età della pietra non è finita per mancanza di pietre. Ricorda il film Wargame?».
D. La storia del ragazzo che si introduce per puro caso nel supercomputer del Pentagono?
R. «Quell’imprudenza rischia di scatenare una guerra nucleare che potrebbe distruggere l’intero pianeta. Bene: prima di quel film, la gente aveva ignorato il problema, d’un tratto, il rischio di una catastrofe nucleare era sulla bocca di tutti».
D. Bisognerebbe far esplodere uno scandalo del genere?
R. «Già: il futuro della Terra è un problema urgente che ci riguarda tutti. Pensi solo a come funziona la catena alimentare. I terreni inquinati producono erba avvelenata, le mucche mangiano l’erba e producono latte avvelenato che noi beviamo. I giochi sono fatti: chi scompiglierà le carte?».

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2 risposte a A colloquio con …. Jostein Gaarder

  1. Nicoletta Sipos scrive:

    Grazie a te. Anche se evitare viaggi in aereo e osservare altre piccole forme di risparmio energetico è solo una parte della possibile soluzione. Questa strana estate-autunnale, con le sue catastrofi climatiche, è un potente campanello d’allarme!

  2. Ti abbraccio virtualmente. Occupandomi degli stessi problemi, sono felicissima che tu abbia affrontato questo argomento nel tuo blog, bisogna parlarne fino all’esaurimento… e poi ancora e ancora, perché la gente non è ancora convinta della catastrofe che ci pende sulla testa… Grazie

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