Mi sa che devo diventare Fabio Volo

Sì, vero. Fabio Volo è una garanzia. Oggi ho avuto la conferma. I suoi libri, schede alla mano, veleggiano intorno al milione di copie l’uno. Altro che i miseri cinque-dieci mila dei comuni mortali. Perfino un peso massimo come, per l’appunto, MASSIMO GRAMELLINI, deve arretrare davanti alla potenza d’urto di un Volo che con le sue storie semplici e i personaggi più o meno romantici, comunque ben riconoscibili come il vicino o la vicina della porta accanto, conquistano schiere infinite di lettori. C’è pure Moccia che non scherza, d’accordo. Ma sembra proprio che Volo vada oltre. Come Moccia fa del cinema, solo che lui è più carino quando ci mette la faccia. E poi ha pure la radio. Insomma, è in grado di sferrare un attacco mediatico concentrato e comunque sa prendere il pubblico per il verso giusto. E va come un treno. Alla Mondadori stanno pensando di fargli una statua d’oro e smeraldi.D’ora in avanti seguirò le lezioni di buon vivere della mia maestra di spiritualità e ogni sera, mentre aspetto il sonno continuerò a ripetere che voglio, devo, diventare Volo. Cominci già a vedermi come lui (vedersi subito nel ruolo è importante) e naturalmente mi sforzerò di scrivere come lui. Forse non sarà ovvio come pare, ma io andrò oltre, sempre oltre, chiedendo tutti gli aiuti del caso agli editor che curano i prodotti voliani per entrare nella sua immensa voliera. Nessun sacrificio mi sia troppo pesante, nessun ostacolo troppo grande. Vediamo se il pubblico sarà capace di rifiutarmi. Restano solo da sciogliere i nodi del cinema e della radio.Poco male. I problemi, dicono gli orientali, sono occasioni di crescita. E io, per volare, davvero, saprò crescere senza difficoltà.

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12 Comments

  1. rita

    Volo e Moccia? Scrittori??? Fenomeni costruiti che rendono alle case editrici. Mai letti. Concordo pienamente con tutte voi, ma so anche che l’editoria va nel senso che dice Nicoletta. Chissà mai se si riuscirà a far invertire la rotta…

    • Nicoletta Sipos

      cara Rita – io non sono molto ottimista, soprattutto tenendo conto della crisi attuale per cui il soft porno e/o un giallo hanno un valore assoluto a prescindere dall’effettiva valenza letteraria. Un grande affettuoso e rispettoso abbraccio a te e al prof che così bene conosci.

  2. alessandra

    io non lo reggo. non lo sopporto in radio, sempre uguale da anni e anni con sta storia del panettiere, la zia, ecc ecc. Il finto amico / finto stupito con i radioascoltatori che telefonano. a volte ha quell’aura à la fazio che mi irrita da pazzi. e non mi piace quello che scrive (senza scendere nei peteguless sulle voci che circolano sulle sue reali doti da scrittore…) perché appunto mi sembra tanto fasullo, costruito. una nazione che vive di tv, che nutre la stampa coi personaggi tv più bassi (belen & c. le trovi anche su corriere.it e repubblica.it, per me è na roba veramente tremenda) può essere una nazione in cui volo stravende. e stravendono pure certi libri scritti/tradotti malissimo in vendita a 9 euro…. carissima nico, mi piacerebbe che tu affrontassi questo argomento che a me personalmente fa venire il cimurro… un abbraccio

  3. maria grazia

    Leggo ora su Fabio Volo. E’ certamente uomo di successo. A me personalmente sembra che oggi vada molto chi scrive purchè acchiappi un gran numero di proseliti e se ne parli. Poi che questo risponda alle regole del mercato o della cultura popolare in senso migliore non si sa capisce. Penso però che il livello della scrittura non è che cresca con il moltiplicarsi degli scriventi. Cioè sarei più curiosa di sapere quanti di costoro sono anche buoni lettori. Molti hanno intuito per il libro che possa portarsi in borsa sotto l’ombrellone o dal parrucchiere e l’editoria spesso cerca di assecondare questo filone. Per es. ultimamente non so se avete notato vanno molto i gialli in tutte le salse possibili, culinari come li chiamo io od ormonali, purchè accendano appetiti. Resta però in me la domanda…Chi scrive perchè scrive? Cosa lascia di sè alla gente, cosa ha da suggerire o aggiungere con il suo percorso e soprattutto, è tutta finzione la scrittura, pura invenzione, o c’è un modo onesto di scrivere, con farina del porprio sacco, con una rielaborazione personale di saperi e sentimenti e intuizioni. A chi è destinato il libro di Fabio Volo che sinceramente a me non ha incuriosito e perciò non ho letto. Non sto esprimendo condanne o giudizi ma formulando domande, e me stessa, agli altri. Domande che possono essere costruttive per orientarsi nella giungla dell’editoria ormai implosa…e che cerca a tutti i costi lo scoop del famoso di turno, per vendere, superare la crisi, piazzarsi. Domande penso a cui sarebbe bene rispondere anche con comportamenti concludenti. Insomma possiamo comprare o non comprare qualcosa non in funzione soltanto del nome famoso o glamour perchè va in tv…ecco. Senza offesa per chi va in tv e per Fabio Volo.

  4. Blankette_Girl

    Buonasera cara Nicoletta, leggo il tuo blog da un po’ di tempo, con una certa curiosità, ma non ho mai commentato (per pigrizia, o forse perché mi trovavo d’accordo con i tuoi interventi). Ma a questo giro vorrei commentare, perché siamo state colte da telepatia seppur a distanza e senza conoscerci. Io coltivo la passione per la scrittura, ho iniziato presto a scrivere, e sebbene io sia stata molto incostante nel tempo, negli ultimi tre anni ho ripreso a scrivere molto e ho iniziato a far leggere ciò che scrivevo ai miei amici. Questo mi ha permesso di conoscere altri “scrittori in erba” o semplicemente ragazzi come me che hanno questa passione. E se c’è un aspetto meraviglioso di tutto questo è il confronto senza invidie e lo scambio di idee ed opinioni sul mondo della scrittura e della lettura. Ed il sostegno reciproco verso i propri sogni.

    Giusto qualche giorno fa ho finito per discutere aspramente proprio su Fabio Volo, il quale non mi piace per nulla (e i gusti sono gusti e non si discutono, a quanto mi hanno sempre insegnato, ma posso sempre sindacare sulle ragioni del suo successo). Eppure, non mi capacito di quello che ha scritto, o meglio: non mi capacito come si possa prendere per “innovativo” (? Ma De Carlo qualche lettore di Volo l’ha mai letto? I sentimenti da parte di De Carlo sono raccontati in maniera infinitamente superiore rispetto a Volo, e io non sono molto sentimentale, nelle mie letture perlomeno), profondo (per me la profondità è prerogativa di altri scrittori ed è ben altro rispetto a certe sue frasi spacciate come “Vangelo” dalle lettrici), saggio, non scontato quello che scrive. Io ho letto libri di Fabio Volo e non ci ho trovato niente per cui valga la pena strapparsi i capelli. Mi sembrano letture banali e non sono una ragazza saccente o con il desiderio di umiliare tutti con letture impegnate. Né penso di essere una ragazza invidiosa del talento e delle doti altrui. Ma veramente, il successo di Volo e di Moccia (che ho letto per curiosità, dato che ai tempi del boom ero al liceo e alle prime cotte furiose..) mi lasciano basita, così come il tormentone “letterario” dei vampiri, del triangolo amoroso (Hunger Games che adesso spopola è basato su quello), dei tradimenti. Non so, non è questo che considero una lettura che lascia il segno. Sono forse diventata troppo esigente? Troppo sofisticata? Può essere.

    Lo ammetto candidamente, non riuscirò mai a scrivere certe cose, come quelle di Volo, di Moccia, della Meyer e così via. E anche se riuscissi a farlo, sarei arrivata troppo tardi rispetto a quell’orda di scrittori che ha cavalcato l’onda al momento giusto. Né mi interessa cavalcare onde che non sento mie. Ma ecco, no, non voglio diventare come Fabio Volo – perché mi è stato pure detto che sono invidiosa del suo talento – proprio no. Forse era meglio che continuasse a fare programmi radio e basta.

    Un saluto affettuoso,
    Alessandra

    • Nicoletta Sipos

      Grazie, cara amica, di avere lasciato questo commento. Ovvio che ognuno si tiene i gusti e i giudizi che gli (le) sono più congeniali. Ed è evidentissimo che le regole del mercato spesso non coincidono con i gusti e i talenti di tutti gli scriventi. A rischio di restare fuori dall’attuale grande circuito. Ma, ci piaccia o no, i trend del mercato confermano lo strabiliante successo tutto italiano del nostro Volo. Forse tu e io, anomali dissenzienti, saremo riscoperti in un futuro lontano ( 2054?) . Niente paura, è capitato a tanti scrittori meravigliosi che hanno lasciato il segno sulla cultura di oggi e forse di domani…

  5. Nicoletta Sipos

    Ciao Lucy, ben trovata, mi fa piacere ritrovarti qui –
    puoi essere specifica nella difesa del tuo beniamino: io non saprei scrivere come Fabio Volo – lo ammetto – però giuro che mi sto applicando. Il mio commento voleva essere ironico, ma sul piano pratico uno scrittore che vende un milione di copie a libro deve avere qualche merito. Il cliente (il pubblico) ha sempre ragione … O no?

    • Esattamente. Vale lo stesso per Moccia, ahime’. Orde di adolescenti (e non solo) affascinate da quelle storie. Evidentemente fanno centro! Tra l’altro sai che Moccia scrisse quel libro anni prima, passato inosservato, e poi inizio’ a circolare in fotocopie tra gli studenti e decisero di ripubblicarlo? Anche “ai nostri tempi” c’era un libro che girava fotocopiato, di cui non ricordo assolutamente nulla, ma senza la rete non ebbe la stessa seconda vita.

  6. Fabio Volo ha tanti estimatori quanti detrattori. Io lo leggo e mi piace, perche’ parla di emozioni, anche se i suoi libri alla fine sono tutti uguali. E’ vero che ha un pubblico prevalentemente femminile, e lo stesso accade in radio, ma e’ la forza del suo linguaggio. Lo so che sono di parte, ma mi dispiace quando viene accostato ad un certo tipo di narrativa facile e banale. Per me e’ come Fontana che e’ stato criticato per i suoi tagli, o Duschamp con le sue provocazioni. Sono tutti bravi a dire “so farlo pure io”, ma tu l’hai fatto? – e’ un tu generico, non tu Nicoletta 😉

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