Ricorrenze

Il 4 giugno mia madre avrebbe compiuto 105 anni. Se n’è andata due settimane prima del suo ottantottesimo compleanno, quando mancava poco più di un mese alla nascita del nostro primo nipote, il bis-nipotino che attendeva con tanto amore. Una cattiveria del destino che mi fa rabbia anche adesso, dopo tutti questi anni. Ma tant’è, la vita dà, la vita toglie. E noi dobbiamo pensarci molto fortunati ad avere la gioia di godere i nipoti che sono entrati in casa portando allegria, entusiasmo e quel po’ di inevitabile stanchezza.

Come quando il piccolo F. 20 mesi, cerca di infilarmi nella bocca intere cucchiaiate di yogurt, e sapendo quanto gli piace mi commuove pensare che voglia spartire il suo cibo con me. O K. azzarda i primi passi al campo giochi, ridendo di gioia. O E. ci corre incontro gridando: “Siete venuti, siete qui”. Flash impagabili che ogni nonna potrebbe condividere, se non temesse di passare per fanatica.  E invece vanno quanto meno pensate e ricordare. Una lezione preziosa ce l’ha regalata una signora sconosciuta mentre facevamo andare in altalena i nostri due piccoli e mio marito, sant’uomo, per attaccare discorso le ha detto: “Cosa farebbero i nostri ragazzi senza i nonni?”. Pura verità. Alla quale la nostra collega in nonnitudine ha risposto semplicemente: “E cosa faremmo noi vecchi senza questi bambini?”. A volte la saggezza ti arriva all’improvviso e devi solo aprire il cuore per accoglierla.

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